Per la sua posizione privilegiata fu abitata fin dalla
preistoria Furono i Sicani ad abitare per primi la
città, dopo aver abbandonato l’Etna a
causa delle eruzioni. Si deve ai Sicani la scoperta
e la coltivazione del grano legato al mito di Cerere
e della figlia Proserpina.
I Greci colonizzano la città e vi introducono
il culto del dio Apollo. In questo periodo la citta’
visse in prosperita’ Si incrementarono il commercio,
l’agricoltura, le arti e le scienze.Vengono
battute monete d’oro e d’argento, ora
custodite al Museo Alessi.
397 a.C Enna cade nelle mani di Dionigi I.
307 a.C.: Agatocle tiranno di Siracusa conquista la
città. Pirro libera la città dal dominio
dei Cartaginesi.
135 a.C.: Guerra servile promossa e capeggiata dal
Siro Euno, prima rivolta degli schiavi che si estese
poi per tutta l’Isola.
73 a.C : Caio viene inviato in Sicilia, depreda la
citta di tutte le sue opere d’arte tra cui la
statua ennese di Cerere.
29 a.C.: Viene proclamato l’Impero romano. Dichiarata
città municipale Enna comincia a rifiorire.
353-858 d.C: I bizantini vi trasferiscono il comando
militare e l’amministrazione. Enna diventa un
importante città strategica tanto da meritare
l’appellativo di Inexpugnabilis. Governata dall’emiro
Kaid viene identificata come la nuova capitale musulmana
dell’Isola, sede del potere civile e militare.
1040-1061 Presenza dei Normanni nell’Isola
1130 Ruggero II ripristina l’antica fortezza
costruita dai Sicani: il Castello di Lombardia.
1200 -1240 Federico I di Sicilia e II del Sacro Romano
Impero costruisce la Torre ottagona, restaura l’Antico
Castello ed aggiunge allo stemma l’aquila bicipite.
1314-1342 Federico II d’Aragona elegge la città
di Castrogiovanni sua residenza estiva; riceve il
titolo di Re di Trinacria e convoca il Parlamento
siciliano.
1360-1400 Dominio Spagnolo, Castrogiovanni mantiene
la sua posizione di città demaniale seguendo
per vari secoli le sorti dell’intera Sicilia.
1700 La città cade sotto il dominio dei Borboni
1860 Garibaldi sbarca a Marsala per cacciare i Borboni,
numerosi cittadini di Castrogiovanni si unicono alla
spedizione dei Mille.
1893 Nasce il Fascio dei lavoratori.
6/12/1926 Con un telegramma pervenuto al Sindaco della
Città, il capo del governo Benito Mussolini
eleva la città di Castrogiovanni a capoluogo
di provincia.
1927 Il provvedimento formale, che assegnava alla
nuova provincia 20 Comuni, già facenti parte
dei soppressi distretti di Piazza Armerina e di Nicosia,
fu emanato con il R.D.L. 2 Gennaio 1927 n° 1.
Poco dopo, il R.D. 27 Ottobre 1927 n° 2050 ridava
a Castrogiovanni il suo antico nome di Enna.
IL MITO DI CERERE
Camminando per le vie della città, soprattutto
nella zona antistante il lago di Pergusa, è
possibile immaginare Plutone che rapisce Proserpina
e la conduce agli “Inferi”. Cerere, dea
del grano e madre della fanciulla, cerca invano la
figlia per la città, finché Giove impietosito
decide di aiutarla facendo ritornare Proserpina sulla
terra per sei mesi. Gli altri sei mesi Proserpina
dovrà passarli con Plutone agl’inferi,
poiché aveva assaggiato un chicco di melograno.
Per ricordare il ratto di Proserpina i cittadini solevano
scendere, per le vie della città, in processione
con fiaccole e torce. La sera, la processione ritornava
al tempio dedicato alla dea, posto sulla rupe di fronte
all’odierno castello di Lombardia. Questa zona
era la parte sacra della città in cui i sacerdoti
cinti di mirto e verbena, compivano le “Cerealia”
(rito dei cereali).
PERSONAGGI ILLUSTRI
FRANCESCO PAOLO NEGLIA “Musicista e compositore”
Francesco Paolo Neglia nasce ad Enna nel 1874. Ha
composto un centinaio di opere fra cui: sinfonie,
operette e valzer. Tra le opere più importanti
ricordiamo: “Zelia” dramma lirico in due
atti. A lui è dedicato un premio per pianisti
e cantanti lirici.
NINO SAVARESE “Scrittore”
Nasce ad Enna nel 1882. Ha fondato e diretto insieme
a Francesco Lanza la rivista “Il Lunario Siciliano”
ispirata al folclore siciliano.Scrisse diversi romanzi
tra cui “Sogno di una vita breve”, “I
sette dormienti”; numerose novelle: “Filippa”,
“Morte di un porco”, “Rossomanno”
ed altri.
Per celebrare la sua memoria Enna ha istituito un
ambito premio letterario.
FRANCESCO CHIARAMONTE “Compositore e Musicista”
Nasce ad Enna nel 1809. E’ stato compositore
e maestro di canto ed ha calcato le scene come tenore.
Ha composto sinfonie e varie opere tra queste ricordiamo
“Il Gondoliere”.
PAOLO VETRI “Storico ed affreschista”
Nasce ad Enna nel 1826. E’ stato Segretario
e bibliotecario comunale. Ha studiato attentamente
le fonti classiche scrivendo: “La storia di
Enna” in due volumi. Ha mostrato una precoce
tendenza al disegno, e a soli dodici anni ottenne
una borsa di studio. Tra i disegni giovanili i più
importanti sono: “Studio dal nudo”, “una
mezza figura”. Numerosa la sua produzione artistica,
si è dedicato per lo più a ritratti
di donne, ha affrescato numerose ville di Palermo
e Napoli; al Museo Alessi è conservato il bozzetto
raffigurante l’Incoronazione della Vergine,
preparato da Vetri, per affrescare il Duomo di Enna
(sogno mai realizzato).
NAPOLEONE COLAJANNI “Sociologo, Giornalista
e Politico”
Nasce ad Enna nel 1847. Laureatosi in medicina si
reca in America del Sud per esercitare la professione.
In seguito ritornato in patria fu eletto deputato
e partecipò alla vita parlamentare. Docente
di Statistica presso le università di Palermo
e Napoli, ha scritto importanti trattati ed ha fondato
e diretto “La rivista popolare”.
GIUSEPPE ALESSI “Teologo e scrittore”
Nasce ad Enna nel 1774. E’ stato professore
di Lettere e Filosofia. Ha studiato soprattutto la
storia di Enna e della Sicilia scrivendo un’importante
opera: “Storia critica della Sicilia”.
TERRITORIO
CORSI D’ACQUA
FIUME IMERA MERIDIONALE O SALSO
(S‘individua all’inizio dalla località
PONTE CINQUE ARCHI. Procedendo verso valle fino al
PONTE di CAPODARSO, il contributo al deflusso superficiale
è dovuto ad un certo numero di piccoli valloni.
A valle del PONTE di CAPODARSO si ha invece la confluenza
in destra idrografica di alcuni importanti corsi d’acqua
secondari che drenano bacini di significativa estensione,
tra cui il fiume Morello, il torrente Brami, il torrente
Torcicoda), FIUME MORELLO, TORRENTE TORCICODA, TORRENTE
CALDERARI.
SORGENTI:
MARGIO DI BUFFA, FURMA, ACQUA DEL CONTE, BANNATA,
SALERNO, IACOPO, FIUMARA DI CANCRO, ACQUA DELLA CITTA’,
KAMUT, PISCIOTTO, VIA NUOVA, PAPARDURA.
LAGHI:
LAGO di PERGUSA (si trova a 670m sul livello del mare,
occupa un’area di 1,83Kmq., la sua maggiore
lunghezza è di Kmq. 2,25, la sua maggiore larghezza
di Km 1,11 con un circuito di 6Km. Non supera i 12m
di profondità. Sembra che, sulle sponde di
questo lago Plutone abbia rapito Proserpina. Lungo
il perimetro corre la pista m4807 di un autodromo
attrezzato per competizioni internazionali)
LA RISERVA NATURALE SPECIALE DEL LAGO DI PERGUSA
Il lago di Pergusa, conosciuto fin dalla remota antichità,
è posto tra un gruppo di alture appartenenti
ai monti Erei. Il lago è privo sia di immissari
che di emissari; al centro della conca, a circa 678
mt sul livello del mare. Queste peculiarità
rendono l’ambiente pergusino di estrema rilevanza
naturalistica. Il bacino conserva molte delle caratteristiche
paesaggistiche e naturali di un ambiente ricco sia
in biodiversità come nei suoi elementi mitologici
e culturali. Pergusa, unico lago naturale della Sicilia
centrale, per la sua posizione geografica e per il
fatto di essere una sorta di oasi umida in un paesaggio
per lunghi mesi dominato dalla siccità, rappresenta
un’area nevralgica nella corrente migratoria
di molte specie di uccelli, come l’Alzavola,
il Fischione, il Mestolone, il Moriglione, la Folaga,
il raro Falco di palude e la Moretta tabaccata, specie
di anatra super protetta. Il bacino, inoltre, è
luogo di accertata nidificazione della Coturnice sicula.
Oltre agli uccelli, protagonisti visibili dell’ambiente
naturale, a Pergusa sono presenti anche mammiferi
(Istrice, Donnola), rettili (le tartarughe palustri
o lo strano Congilo) e anfibi (Bufo bufo virilis).
Periodicamente il lago, per una sinergia tra alcuni
degli organismi microscopici che in essi vivono, fa
registrare un fenomeno unico al mondo: le sue acque
si tingono di rosso sangue conferendo al paesaggio
un aspetto di grande particolarità. Attorno
al lago, i colli Erei sono in parte coperti dalla
“Selva Pergusina”, gestita dalla Azienda
demaniale delle Foreste. Questa amena parte di Sicilia,
dal 1991, fa parte delle Riserve naturali della Regione
e dal 1995, con il nome di Riserva naturale Speciale
del lago di Pergusa è protetta da un’apposita
legge che ha affidato la gestione del lago alla Provincia
Regionale di Enna. L’Ente Gestore, dopo essersi
dotato di un apposito regolamento, sta provvedendo
alla messa in atto delle prime misure di salvaguardia
e di fruizione dell’ambiente naturale e, in
breve, porterà a compimento la tabellazione
e la creazione di sentieri e capanni per l’avvistamento
della fauna ornitorica e l’osservazione dell’ambiente
naturale.
CHIESE
CHIESA DI SAN BARTOLOMEO - Interamente ricostruita
sorge sugli spalti che scendono a strapiombo della
“Porta di Janni Scuru”.
CHIESA DELL'ADDOLORATA - La sua costruzione iniziata
da un bottegaio nel XVII sec.fu portata a termine
dal sacerdote Giuseppe Ribis.
Il suo campanile, attaccato alla chiesetta, in stile
arabo,ricoperto da mattoni di ceramica. All'interno
della chiesetta il simulacro della Madonna dei sette
dolori, che ogni anno il Venerdì Santo è
portata in processione.
CHIESA DELLA MADONNA DI VALVERDE - L’attuale
chiesa è di epoca recente in quanto le precedenti
sono andate completamente distrutte sia per un incendio
che per i bombardamenti dell’ultima guerra.
Al suo interno, di notevole pregio, due oli raffiguranti
la Madonna di Valverde e la Madonna delle Grazie,
due statue una di San Giuseppe e l’altra della
Madonna che regge il Bambino Gesù, stendardi
di seta damascata, manti ricamati in oro e preziosi
arredi sacri.
CHIESA DELLE ANIME SANTE - Edificata nel 1616, ha
un’unica navata in stile barocco. La chiesa
ha splendidi soffitti affrescati dal pittore fiammingo
Guglielmo Borremans, raffiguranti Il trionfo della
Fede, La gloria della Madonna, con papa Urbano VIII,
La cacciata degli Angeli ribelli. Sull’altare
maggiore si trova una pregevole opera di Saverio Marchese:
Il Purgatorio.Notevole il pulpito ligneo del 700,
ornato di splendide sculture.
CHIESA DI SAN TOMMASO - Anche la chiesa di San Tommaso
ha una torre campanaria. Di stile gotico-catalano
il suo portico del XV sec., a forma di prisma quadrangolare
con ambienti sovrapposti, coperti da volte a botte.
All’interno una preziosa icona in marmo del
XVI sec. dello scultore carrarese Giuliano Mancino
e dei dipinti di Saverio Marchese e numerose splendide
statue fra cui una Santa Lucia.
CHIESA DEL SANTISSIMO CROCIFISSO (Papardura) - Edificata
sopra un ponte così da inglobare la grotta
dove fu ritrovata un’ immagine del Crocifisso,
nel 546, forse fatta dipingere dall’ennese Ascanio
Lo Furco. Nella grotta è sistemata l’abside
con l’altare maggiore, sul quale si può
ammirare una lastra a rilievo d’argento dell’VIII
sec. raffigurante il Trionfo della Croce. La chiesa
ha un’unica navata contornata da dodici statue
degli apostoli. Negli altari laterali quattro splendide
tele raffiguranti: La caduta di Cristo, Cristo alla
colonna, Cristo nell’orto, l’Incoronazione
di Gesù. Il tetto è ligneo a cassettoni.
CHIESA DI SAN GIUSEPPE - La chiesa risale al XVII
sec. Presenta una facciata di stile barocco, al suo
interno a navata unica custodisce dipinti di notevole
fattura, la statua della Sacra Famiglia, del falegname
ennese Greca, vissuto nel XVII sec. ed il paliotto
argenteo dell’altare maggiore che risale all’origine
della chiesa.
CHIESA DI SANT' AGOSTINO - Eretta nella seconda metà
del XVIII sec. Di notevole interesse una grande tela
rappresentante l’ Adorazione dei Magi di Pietro
D’ Asaro ed una Madonna con il Bambino, in marmo,
della bottega del Gagini.
CHIESA DI SAN GIOVANNI - (San Domenico) La chiesa
di San Domenico ha una struttura a tre navate. Al
suo interno di notevole pregio due opere pittoriche:
Santa Barbara e la Madonna del Rosario opere entrambi
dello Zoppo di Gangi del 1595, la Presentazione al
tempio del Borremans e il fonte battesimale la cui
base di epoca romana. All'esterno della chiesa ancora
perfettamente funzionante una meridiana del 1742.
CHIESA DI SAN BIAGIO - Costruita nel 1595. Al suo
interno due colonne marmoree dell’epoca pre
cristiana e l’abside del XV sec.
CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA DETTA DEL SANTO PADRE
- Di notevole interesse per la struttura e per gli
stucchi barocchi che incorniciano i portali e gli
altari. Al suo interno un dipinto ad olio raffigurante
la Presentazione al tempio, una statua in marmo della
Madonna del Loreto con incorniciatura in oro zecchino,
opera del Gagini ed un busto di S. Francesco di Paola.
Il pavimento in marmo rosa del Portogallo, l’altare
d’onice ed anche una croce accanto all’altare
con un crocifisso in vetro mosaico.
CHIESA DEL CARMELO - Il campanile della chiesa era
un’antica torre del castello di S. Maria. In
questa torre si ritirò la famiglia di Giovanni
Racchetta, il leggendario frate Elia dell’ordine
dei brasiliani, che fatto prigioniero dagli africani
si era conquistata una vasta fama nella scienze mediche,
per cui era stato riscattato da un mercante cristiano.
Ritornato in Sicilia, cominciò una intensa
propaganda anti-araba. La memoria popolare vuole che
la torre del Carmine sia stata costruita dal Frate
Elia. Distrutta nell’859, fu ricostruita nel
1300. Ha forma quadrangolare ed è divisa in
tre piani da cornici. La facciata della chiesa è
tra le più belle di Enna, costituita da tre
sezioni con al centro un magnifico portale ai cui
lati si aprono due finestre rettangolari. A navata
unica, con dieci altari laterali, la chiesa custodisce
pregevoli opere scultoree e pittoriche, fra cui un’opera
di Saverio Marchese raffigurante l’Estasi di
Santa Teresa, le tele dell’Addolorata e di San
Giovanni Evangelista e la Madonna del Carmelo del
settecento di autore ignoto.
CHIESA DI SAN CATALDO - Interamente ricostruita, sulla
sommità di una grande scalinata mostra la sua
imponente facciata. Al suo interno un’icona
raffigurante la Madonna con il Bambino, il fonte battesimale
e la pala d’altare del 600 raffigurante San
Cataldo tutte opere del Gagini. Si può ammirare
un’artistica grotta somigliante quella di Lourdes
con la Madonna e santa Bernadette.
CHIESA DI SAN MICHELE - La chiesa ex moschea araba
presenta la sua facciata in stile coloniale spagnolo,
il pavimento a forma circolare in maiolica con cinque
cappelle più l’altare maggiore.
CHIESA DI SANTA CHIARA - Alla chiesa si accede per
mezzo di una monumentale scalinata. E’ costituita
da un’unica navata, pregevole il pavimento di
maiolica del 1852 dai colori sgargianti con vedute
della città di Santa Sofia e di un battello
a vapore ed il dipinto di Giuseppe Salerno, lo Zoppo
di Gangi la Madonna della Grazie. Dopo la seconda
guerra mondiale la chiesa è diventata sacrario
dei caduti.
CHIESA DI SAN MARCO - Edificata sui ruderi di un’antica
sinagoga che delimitava il ghetto ebraico, ancora
oggi ricordato dal nome dato alla zona: Iudeca. La
chiesa con l’annesso convento di clausura delle
Carmelitane Scalze è a navata unica in stile
barocco con fastosi stucchi. L’altare maggiore,
del 600, è in legno finemente lavorato, rivestito
in oro zecchino.
CHIESA DI S. FRANCESCO D’ASSISI DEI CONVENTUALI
- Sorge sul lato Nord-Ovest dell’omonima piazza.
E’ un grandioso edificio del XV sec. con ampi
archi, volte a costoloni, con finestre dai richiami
gotici, rifatto nel XVII sec. Sulla facciata principale
vi è una torre, prima adibita come difesa della
città, oggi come campanile. All’interno
l’altare maggiore presenta caratteristiche applicazioni
di intagli di episodi biblici, dorati con oro zecchino,
del secolo XVII. A navata unica presenta l’abside,
nella parte superiore, affrescata con scene della
vita di S. Antonio e S. Francesco, nella parte inferiore
impreziosita da un coro ligneo del XVII sec.
SS. SALVATORE - Ha origine antichissime, fu fondata
nel 1261. L’interno della chiesa è in
stile barocco, ricco di stucchi e di colori; il soffitto
è a cassettoni in legno intagliato. In ceramica
artistica della stessa epoca è il pavimento.
CHIESA E CONVENTO DI MONTESALVO - Adiacente alla chiesa
si trova il convento dei Frati Minori. Nel 1307 fu
fatta costruire una cappella, a destra della chiesa,
per favorire la sostituzione delle feste popolari
di Proserpina con la festa cristiana della Madonna
della Visitazione.
Nella chiesa si trovano molte opere d’arte,
la cappella ha un affresco rappresentante l’immagine
della “ Madonna col Bambino”, detta di
Montesalvo.
Interessante è l’altare del Crocifisso
di frate Pintorno, collocato sopra un fondale in legno,
contenente 52 reliquie di santi, risalenti al 1626.
Molto bello il chiostro del convento, che comprende
ben 28 arcate; nel refettorio dei frati si trovano
alcune pitture a tempera del ‘600.
Fonte: Comune di Lecce